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Nuovo testo Legge n. 69/2009 del 18 giugno 2009

 "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile". Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 - Supplemento ordinario n. 95

ARTICOLO 191

Nomina del consulente tecnico.

[I]. Nei casi previsti dagli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con ordinanza ai sensi dell'articolo 183, settimo comma, o con altra successiva ordinanza, nomina un consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza nella quale il consulente deve comparire (1).

[II]. Possono essere nominati più consulenti soltanto in caso di grave necessità o quando la legge espressamente lo dispone.

(1) Comma così sostituito dall'art. 46, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69 Il testo precedente recitava: «Nei casi di cui agli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con l'ordinanza prevista nell'articolo 187, ultimo comma, o con altra successiva, nomina un consulente tecnico e fissa l'udienza nella quale questi deve comparire».

 ARTICOLO 192

Astensione e ricusazione del consulente.

[I]. L'ordinanza è notificata al consulente tecnico a cura del cancelliere, con invito a comparire all'udienza fissata dal giudice (1).

[II]. Il consulente che non ritiene di accettare l'incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio, intende astenersi, deve farne denuncia o istanza al giudice che l'ha nominato almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione; nello stesso termine le parti debbono proporre le loro istanze di ricusazione [632-3], depositando nella cancelleria ricorso al giudice istruttore.

[III]. Questi provvede con ordinanza non impugnabile [177 3; 89 att.].

(1) Ai sensi dell'art. 51 del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, conv. con modif., dalla l. 6 agosto 2008, n. 133, le notificazioni e comunicazioni di cui al presente comma, sono effettuate per via telematica.

 ARTICOLO 193

 Giuramento del consulente.[I]. All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità [261 3].

ARTICOLO 194

Attività del consulente. [I]. Il consulente tecnico assiste alle udienze alle quali è invitato dal giudice istruttore [197]; compie, anche fuori della circoscrizione giudiziaria, le indagini di cui all'articolo 62, da sé solo o insieme col giudice secondo che questi dispone. Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi [261].

[II]. Anche quando il giudice dispone che il consulente compia indagini da sé solo, le parti possono intervenire alle operazioni in persona e a mezzo dei propri consulenti tecnici [201] e dei difensori, e possono presentare al consulente, per iscritto o a voce, osservazioni e istanze [90, 91, 92 att.].

ARTICOLO 195

Processo verbale e relazione. [I]. Delle indagini del consulente si forma processo verbale [126, 130], quando sono compiute con l'intervento del giudice istruttore, ma questi può anche disporre che il consulente rediga relazione scritta.

[II]. Se le indagini sono compiute senza l'intervento del giudice, il consulente deve farne relazione, nella quale inserisce anche le osservazioni e le istanze delle parti.

[III]. La relazione deve essere trasmessa dal consulente alle parti costituite nel termine stabilito dal giudice con ordinanza resa all'udienza di cui all'articolo 193. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono trasmettere al consulente le proprie osservazioni sulla relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse (1).

(1) Comma così sostituito dall'art. 46, comma 5, della l. 18 giugno 2009, n. 69. Il testo precedente recitava: «La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa».

 ARTICOLO 196

Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente.

[I]. Il giudice ha sempre la facoltà di disporre la rinnovazione delle indagini e, per gravi motivi, la sostituzione del consulente tecnico [64].

ARTICOLO 197

Assistenza all'udienza e audizione in camera di consiglio.

[I]. Quando lo ritiene opportuno il presidente invita il consulente tecnico ad assistere alla discussione davanti al collegio [275] e ad esprimere il suo parere in camera di consiglio in presenza delle parti, le quali possono chiarire e svolgere le loro ragioni per mezzo dei difensori [201 2, 441].

ARTICOLO 198

Esame contabile.

[I]. Quando è necessario esaminare documenti contabili e registri, il giudice istruttore può darne incarico al consulente tecnico, affidandogli il compito di tentare la conciliazione delle parti [185, 200].

[II]. Il consulente sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare anche documenti e registri non prodotti in causa. Di essi tuttavia, senza il consenso di tutte le parti, non può fare menzione nei processi verbali o nella relazione di cui all'articolo 195.

ARTICOLO 199

Processo verbale di conciliazione.

[I]. Se le parti si conciliano, si redige processo verbale della conciliazione, che è sottoscritto dalle parti e dal consulente tecnico e inserito nel fascicolo d'ufficio [126, 130, 168 2; 36 att.].

[II]. Il giudice istruttore attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo [923, 4742] al processo verbale.

ARTICOLO 200

Mancata conciliazione.

[I]. Se la conciliazione delle parti non riesce, il consulente espone i risultati delle indagini compiute e il suo parere in una relazione, che deposita in cancelleria nel termine fissato dal giudice istruttore.

[II]. Le dichiarazioni delle parti, riportate dal consulente nella relazione, possono essere valutate dal giudice a norma dell'articolo 116, secondo comma.

ARTICOLO 201

Consulente tecnico di parte.

[I]. Il giudice istruttore, con l'ordinanza di nomina del consulente [191 1], assegna alle parti un termine entro il quale possono nominare, con dichiarazione ricevuta dal cancelliere, un loro consulente tecnico [87; 91, 145 att.].

[II]. Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'articolo 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all'udienza e alla camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche (197).


CTU CPC 696 BIS

 

La consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite
(art. 696 bis c.p.c. introdotto dal c.d. decreto competitività).

Il 2005 ha visto la istituzione della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, la cui disciplina è contenuta integralmente nel nuovo art. 696-bis del Codice di Procedura Civile.

Si tratta di strumento alternativo di risoluzione delle controversie, pertanto non è uno strumento (cautelare) di costituzione preventiva di un mezzo di prova.

Il Legislatore ha disegnato un meccanismo processuale destinato alla conciliazione delle parti. Non deve essere pertanto confuso per l'accertamento tecnico preventivo il quale è strumento destinato a costituire una prova prima del processo (previsto).

l’istituto disciplinato dal nuovo art. 696-bis pare configurare una prova “in luogo del processo”.


Art. 222 c.p.p. (Incapacità e incompatibilità del perito)

1. Non può prestare ufficio di perito, a pena di nullità:
a) il minorenne, l'interdetto, l'inabilitato e chi è affetto da infermità di mente;
b) chi è interdetto anche temporaneamente dai pubblici uffici ovvero è interdetto o sospeso dall'esercizio di una professione o di un'arte;
c) chi è sottoposto a misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione;
d) chi non può essere assunto come testimone o ha facoltà di astenersi dal testimoniare o chi è chiamato a prestare ufficio di testimone o di interprete;
e) chi è stato nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in un procedimento connesso.

(http://wiki.dirittopratico.it)


Cass. n. 6195/2014

L'inosservanza, da parte del consulente tecnico d'ufficio, del termine assegnatogli per il deposito della consulenza, non comporta di regola alcuna nullità, se non in particolari casi nel rito del lavoro.


Art. 359 c.p.p. (Consulenti tecnici del pubblico ministero)

1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono rifiutare la loro opera.
2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a singoli atti di indagine.


Art. 360 c.p.p. (Accertamenti tecnici non ripetibili)

1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici.

  1. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 2.
  2. I difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve.
  3. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini formuli riserva di promuovere incidente probatorio, il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.
  4. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento.


PERIZIA GIURATA E ASSEVERATA

COS'E'

L’asseverazione è una procedura che dà valore tra privati e tra privati e la Pubblica amministrazione alla perizia stragiudiziale per mezzo del giuramento davanti al cancelliere.

NORMATIVA

Art. 5 R.D. n.1366 del 9-10-1922 semplificazione dei servizi di cancelleria e segreteria –R.D. del 20-09-1934 n.2011 (art.32 categorie periti e interpreti presso la camera di commercio).

CHI PUO' RICHIEDERLA

La perizia deve essere giurata da chi l’ha effettuata.

Il perito si reca in Tribunale con un valido documento di identità e con la perizia da giurare.

DOVE

Presso il Tribunale - Ufficio Asseverazioni perizie e Traduzioni – 

COME SI SVOLGE

Per asseverare una perizia occorre:

rilegare insieme tutti i documenti nel seguente ordine:

  1. testo della perizia ed eventuali allegati,

  2. modulo di giuramento già compilato in ogni sua parte e non firmato,

  3. eventuali allegati

NOTA BENE

Ogni perizia deve riportare, sull’ultima pagina, prima del verbale di giuramento, la data in cui è stata redatta e la firma del perito; la firma da apporre sul verbale di giuramento va apposta in presenza del cancelliere.

Per consentire le operazioni di riconoscimento, è necessario utilizzare un documento di identificazione valido ed originale che riporti l’indicazione della residenza attuale. I cittadini extracomunitari devono riportare sul verbale di giuramento anche gli estremi di permesso di soggiorno (numero identificativo, data di rilascio e di scadenza, autorità rilasciante) che deve essere esibito in originale.

E’ opportuno che il documento sia intitolato “perizia stragiudiziale”.

Se la perizia o la traduzione devono essere trasmesse all’estero è necessario legalizzare la firma del cancelliere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale

COSTI

Marche da bollo da € 16,00 a partire dalla prima pagina della perizia. Si ricorda che le marche vanno apposte, in ogni caso ogni 4 facciate (anche di una riga ciascuna) e, comunque, ogni 100 righe (indipendentemente dal numero delle pagine). Per cui se, ad es., in tre pagine si superano le 100 righe, si dovrà pagare la suddetta marca. Naturalmente, anche se, ad es., in 5 pagine il totale delle righe fosse inferiore a 100, andrà, comunque, apposta la marca di € 16,00, sia sulla prima facciata che sulla quinta.

Nel calcolo delle pagine va considerato anche il verbale di giuramento.

Nel calcolo delle pagine, inoltre, ai fini dell’apposizione della marca da € 16,00, vanno considerati anche gli allegati se inseriti prima del verbale di giuramento.

Per gli allegati posizionati dopo il verbale di giuramento si applica l’imposta di bollo(prevista dall’art. 28 parte 2 Tariffa allegato A –parte seconda- D.P.R. 642/72 e successive modifiche) con le modalità specificate di seguito:

• € 0,52 su ciascun allegato “elaborato originale” del perito;

• € 0,52, ogni 100 righe nell’ipotesi che l’allegato contenga elenchi, calcoli, computi metrici, ecc…;

• € 0,52 su ciascuna fotocopia di documenti rilasciati da altri uffici, se autenticata dal perito con timbro personale e firma.

(Marche da applicare sugli eventuali allegati della perizia)

Nulla è dovuto per semplici fotocopie od altri documenti.

Le perizie esenti da bollo per legge (come, ad es. nel caso di adozioni, borse di studio, divorzio, lavoro e previdenza, ecc..) devono riportare sul verbale di giuramento gli estremi della legge che prevede l’esenzione.

TEMPI

La perizia viene immediatamente riconsegnata in originale all’interessato.

 

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